Realtà scioccante: il 90% delle imprese albanesi rischia il collasso sotto le norme UE

 Il processo di integrazione dell’Albania nell’UE sta rivelando una dura realtà economica: la maggior parte delle imprese non è pronta per ciò che sta arrivando.

Nuove valutazioni suggeriscono che fino al 90% delle imprese albanesi potrebbe avere difficoltà o fallire nel rispettare gli standard dell’UE, con solo una piccola parte attualmente pronta alla piena conformità.

Il primo grande punto di pressione è il settore alimentare, dove le autorità stanno ispezionando 904 operatori e classificandoli in rigide categorie di conformità. Queste valutazioni determinano se le imprese possono continuare a operare, devono aggiornarsi o rischiano la chiusura.

Le associazioni di categoria avvertono che la situazione è critica. La maggior parte delle aziende non dispone della forza finanziaria necessaria per sostenere la trasformazione richiesta, che include l’ammodernamento tecnologico, il miglioramento dei sistemi igienici e il rispetto di rigide norme ambientali.

In alcuni settori, in particolare nella lavorazione dei latticini, il rischio è ancora più elevato. Gli esperti richiamano i precedenti allargamenti dell’UE, dove fino al 70% dei piccoli produttori è scomparso dopo non essere riuscito a rispettare gli standard.

Ora preoccupazioni simili stanno crescendo in Albania, dove le piccole e medie imprese temono di essere espulse dal mercato a causa degli alti costi di conformità.

Le ispezioni sono già in corso e le imprese vengono inserite in quattro categorie in base al loro livello di preparazione. Quelle nella categoria più bassa rischiano la chiusura immediata.

Sebbene la riforma miri a migliorare la sicurezza alimentare e ad allineare l’Albania agli standard UE, sta anche diventando un test di sopravvivenza per l’intero ecosistema imprenditoriale.

La domanda chiave rimane: chi sopravviverà alla transizione e chi sarà costretto a chiudere?

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