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Aumento degli arresti e delle deportazioni di albanesi da parte dell’ICE
Quasi ogni settimana, cittadini albanesi vengono deportati dagli Stati Uniti dopo essere stati arrestati dall’ICE (Immigration and Customs Enforcement). L’ICE è l’agenzia federale responsabile dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione e le sue operazioni si sono intensificate a seguito della rinnovata attenzione politica sull’immigrazione illegale.
La stretta si è intensificata dopo che Donald Trump ha nuovamente dichiarato una posizione dura contro gli immigrati irregolari, riattivando misure di controllo rigorose in tutto il paese. Di conseguenza, gli albanesi senza status legale vengono sempre più spesso identificati, detenuti ed espulsi.
Avvertimento ufficiale dell’ICE agli albanesi
L’emittente televisiva albanese Top Channel ha contattato l’ICE via email, richiedendo dati ufficiali su:
- Il numero di albanesi senza status legale attualmente detenuti negli USA
- Il numero di albanesi deportati in Albania nel corso del 2025
Sebbene l’ICE non abbia fornito cifre esatte, un portavoce ufficiale ha rilasciato un avvertimento chiaro e deciso:
“Se state pensando di entrare illegalmente negli Stati Uniti, non fatelo nemmeno. Se venite qui in violazione delle nostre leggi, molto probabilmente incontrerete le forze dell’ordine e sarete deportati. Non potrete mai più tornare negli Stati Uniti d’America.”
Questo messaggio invia un segnale forte agli albanesi che stanno considerando la migrazione illegale: i rischi sono estremamente elevati e le conseguenze sono permanenti.
Cooperazione tra l’Ambasciata USA a Tirana e la Polizia Albanese
Secondo fonti diplomatiche citate da Top Channel, l’Ambasciata degli Stati Uniti a Tirana ha svolto un ruolo chiave nella creazione di una unità speciale all’interno della Polizia di Stato Albanese. Questa unità è dedicata esclusivamente al contrasto del traffico di albanesi verso gli Stati Uniti.
La creazione di questa unità segna una nuova fase di cooperazione tra le autorità albanesi e le istituzioni statunitensi, con un focus su prevenzione, raccolta di intelligence e smantellamento delle reti di traffico.
Raccolta di informazioni dagli albanesi deportati
Secondo un protocollo standard, l’unità speciale di polizia intervista tutti gli albanesi deportati dagli USA. Lo scopo non è la punizione, ma la raccolta di informazioni.
Le autorità mirano a comprendere:
- Come gli albanesi siano entrati illegalmente negli Stati Uniti
- Quali rotte siano state utilizzate
- Chi abbia facilitato il viaggio
- Quali metodi siano stati impiegati dai trafficanti
Queste informazioni aiutano a identificare le rotte di traffico, i gruppi criminali e i metodi in evoluzione utilizzati dai contrabbandieri.
Rotte illegali: il Messico resta il principale punto di accesso
Nonostante i controlli di frontiera più rigidi, la rotta classica attraverso il Messico rimane attiva. Molti albanesi viaggiano verso l’America Latina, raggiungono il Messico e attendono per settimane — a volte mesi — finché i trafficanti non organizzano le condizioni per attraversare il confine con gli Stati Uniti.
Questo viaggio è costoso, pericoloso e incerto. I migranti spesso rischiano arresti, sfruttamento e persino la morte lungo il percorso. Tuttavia, la disperazione continua a spingere molti a tentare.
Passaporti europei falsi: un’alternativa pericolosa
Un altro metodo sempre più utilizzato dai migranti albanesi è quello dei passaporti europei falsificati. Per anni, l’Albania — in particolare la famigerata “rotta di Kavaja” — era nota per la falsificazione di documenti. Tuttavia, quell’epoca è in gran parte tramontata.
Le indagini dell’unità speciale di polizia individuano ora il Kosovo come un importante centro di produzione di passaporti falsi di alta qualità. Questi documenti sarebbero realizzati con computer avanzati e stampanti di fascia alta, rendendoli difficili da individuare a prima vista.
La falsificazione esiste ancora in Albania
Nonostante lo spostamento verso il Kosovo, la falsificazione di documenti non è completamente scomparsa dall’Albania. Un recente caso a Tirana ha rivelato che padre e figlio sono stati arrestati per la produzione di passaporti falsi.
Secondo le indagini:
- I passaporti falsi venivano venduti per 15.000–20.000 euro
- Venivano utilizzati per entrare illegalmente in paesi dell’UE e negli USA
- L’operazione faceva parte di una rete criminale più ampia
Questo dimostra come la criminalità organizzata continui a trarre profitto dalla disperazione di chi cerca una vita migliore all’estero.
Una dura realtà per gli albanesi
La situazione invia un messaggio chiaro: la migrazione illegale verso gli Stati Uniti sta diventando sempre più insostenibile per gli albanesi. Controlli di frontiera più severi, cooperazione internazionale e condivisione avanzata delle informazioni significano minori possibilità di successo e conseguenze più dure.
Per molti albanesi, il sogno americano non è più solo lontano — sta svanendo.
Considerazioni finali
Sebbene il desiderio di un futuro migliore sia comprensibile, la realtà che gli albanesi affrontano oggi è spietata. Deportazioni, divieti a vita, rovina finanziaria e conseguenze legali attendono chi tenta l’ingresso illegale negli USA.
Il sogno americano esiste ancora — ma solo attraverso percorsi legali. Qualsiasi altra strada comporta ormai rischi che pochi possono permettersi.