Diversi media internazionali e regionali hanno recentemente riferito che la Repubblica Islamica dell’Iran potrebbe prendere in considerazione un’azione militare contro la base di Ashraf-3 in Albania — il quartier generale dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (MEK), un gruppo di opposizione iraniano di lunga data che vive ora in esilio.
![]() |
| All’ingresso della base Ashraf-3 in Albania — quartier generale dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (MEK) |
Cosa suggeriscono i rapporti
Alcuni media stranieri e analisti hanno citato dichiarazioni provenienti da fonti iraniane — inclusi contenuti condivisi su piattaforme come Telegram — secondo cui il campo del MEK a Manëz, vicino a Durrës, potrebbe figurare tra i possibili obiettivi qualora l’Iran decidesse di intensificare oltre attacchi regionali.
La base, nota come Ashraf-3, ospita circa 3.000 membri del MEK, trasferiti in Albania anni fa con il sostegno di programmi umanitari delle Nazioni Unite e degli Stati Uniti dopo il loro precedente spostamento dall’Iraq.
Poiché l’organizzazione è fermamente contraria al regime teocratico iraniano, Teheran la considera da tempo un’entità ostile.
Risposta del MEK e dell’Albania — accuse di propaganda
Funzionari e portavoce di Ashraf-3 hanno respinto con forza le affermazioni secondo cui l’Iran starebbe pianificando un attacco contro di loro o che l’Albania potrebbe essere bersaglio di azioni militari.
Shahriar Kia, rappresentante del campo, ha definito queste notizie propaganda e guerra psicologica orchestrate dalle autorità iraniane per diffondere paura e caos — non basate su fatti concreti o informazioni credibili. Ha sottolineato che i missili iraniani non hanno la portata tecnica per raggiungere l’Albania e che le affermazioni circolate sui media mancano di fondamento fattuale.
Le valutazioni degli esperti di sicurezza
Commentatori albanesi in materia di sicurezza ed ex funzionari dell’intelligence sono intervenuti sul tema, osservando che, sebbene alcune forme di ritorsione siano teoricamente possibili, un’azione militare diretta contro un membro della NATO come l’Albania è altamente improbabile a causa di vincoli geopolitici e strategici.
Gli analisti osservano che missili balistici con portata sufficiente a raggiungere l’Europa dovrebbero percorrere migliaia di chilometri, attraversando lo spazio aereo di altri Paesi NATO — uno scenario che attiverebbe gli obblighi di difesa collettiva previsti dall’Articolo 5 della NATO e amplierebbe drasticamente il conflitto.
Un attacco missilistico è realistico?
Secondo valutazioni tecniche citate dai media locali, anche i missili iraniani a più lunga gittata — generalmente capaci di circa 2.500 km in condizioni ideali — si troverebbero al limite estremo o oltre la distanza necessaria per colpire direttamente l’Albania dal territorio iraniano. Per farlo, dovrebbero attraversare diversi spazi aerei, inclusi quelli di Turchia e Grecia, il che attiverebbe quasi certamente meccanismi di difesa congiunti.
Per queste ragioni, gli esperti respingono l’idea di un attacco missilistico realistico contro l’Albania, pur non escludendo altre forme di minacce asimmetriche o indirette come cyberattacchi, campagne di disinformazione o interferenze occulte qualora le tensioni regionali dovessero persistere.
Contesto: escalation più ampia in Medio Oriente
Lo sfondo di queste affermazioni è un conflitto in rapida escalation che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele, con scambi di missili e operazioni militari nella regione ampiamente coperti dai media internazionali. Tra gli eventi recenti figurano intercettazioni di missili da parte delle difese aeree della NATO e crescenti timori regionali di un’ulteriore escalation.
Nel contesto di questi sviluppi, diversi governi europei hanno avvertito della possibilità di azioni ritorsive qualora venissero direttamente coinvolti nel conflitto, portando a un rafforzamento delle misure di sicurezza in tutto il continente.
La posizione dell’Albania
Le autorità albanesi non hanno emesso alcun avviso ufficiale circa l’imminenza di missili iraniani o altre azioni militari dirette contro il territorio nazionale. Al contrario, le risposte dei rappresentanti del MEK e degli esperti indipendenti sottolineano che molte delle notizie circolate sono speculative o esagerate e dovrebbero essere trattate con cautela.
Tuttavia, analisti locali in materia di sicurezza ricordano che la presenza di gruppi di opposizione stranieri e l’allineamento dell’Albania con la NATO e con le posizioni politiche occidentali espongono il Paese a minacce non tradizionali come la guerra informatica o attacchi cibernetici.
