Agricoltori di tutta l'Albania hanno organizzato una protesta a Tirana dopo che il governo ha rimosso i sussidi per il carburante, suscitando preoccupazione per l’aumento dei costi e il futuro dell’agricoltura.
Decine di agricoltori e produttori di bestiame si sono radunati martedì davanti al Ministero dell’Agricoltura, opponendosi al piano nazionale di sostegno del 2026, che non include più il carburante sovvenzionato. I manifestanti provenienti da diverse regioni, tra cui Fier, Lushnjë e Shkodër, hanno dichiarato che la decisione ha aumentato significativamente i costi di produzione.
Con cartelli che chiedono “carburante sovvenzionato” e “protezione della produzione nazionale”, gli agricoltori hanno sostenuto che le attuali misure di sostegno sono insufficienti. Hanno sottolineato che l’agricoltura albanese riceve fino a sette volte meno sussidi rispetto ai paesi vicini dei Balcani, rendendo difficile competere nei mercati regionali.
La rimozione dei sussidi per il carburante arriva in un contesto di aumento dei prezzi di diesel, fertilizzanti e mangimi, mettendo ulteriormente sotto pressione il settore. Gli agricoltori hanno avvertito che senza un intervento immediato del governo, molti potrebbero essere costretti a chiudere le proprie attività, portando a una riduzione della produzione interna e a una maggiore dipendenza dalle importazioni.
I funzionari del governo hanno incontrato una piccola delegazione di manifestanti, ma non è stata trovata una soluzione immediata. Le autorità hanno indicato che una possibile revisione dei piani di sostegno potrebbe avvenire più avanti nell’anno, risposta che ha lasciato molti agricoltori insoddisfatti e minacciando ulteriori proteste.
La situazione evidenzia le più ampie pressioni economiche in Albania e nei Balcani, dove l’agricoltura rimane un settore chiave ma continua a affrontare sfide strutturali e un sostegno statale limitato.
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