Cemento sul delta: così Tirana cancella l'ultimo paradiso d'Europa

 Il Delta del Vjosa avrebbe dovuto essere un trionfo della conservazione europea. Nel 2023, il mondo ha celebrato la creazione del Parco Nazionale del Fiume Selvaggio Vjosa—il primo santuario europeo dedicato a un “fiume selvaggio”. Eppure oggi, lontano dalle telecamere internazionali, si sta consumando proprio lungo il fiume un devastante tradimento ambientale.

Paesaggio dall’alto di un cantiere con escavatori che lavorano su una zona costiera naturale...
La realtà sul campo catturata nel video della campagna EuroNatur, che mostra macchinari pesanti che devastano l’area protetta Pishë Poro-Nartë per preparare la costruzione di un controverso mega-resort di lusso.

In un inquietante reportage sul campo condiviso tramite un video della campagna ambientale intitolato “Illegal construction work is destroying the Vjosa-Narta protected area in Albania” , il gruppo internazionale di conservazione EuroNatur ha lanciato un allarme d’emergenza. Dalla fine di aprile, un’ondata di macchinari pesanti senza marchi sta devastando il cuore del paesaggio protetto Pishë Poro-Nartë.

Le ruspe stanno eliminando antiche foreste costiere di pini, livellando dune di sabbia incontaminate e aprendo strade illegali in habitat mediterranei estremamente sensibili.

Non si tratta di un semplice progetto municipale, ma di una colonizzazione corporativa su larga scala autorizzata ai più alti livelli della politica albanese.

Il gioco delle leggi: norme riscritte per gli oligarchi

Per capire come escavatori possano legalmente distruggere un ecosistema protetto dallo Stato, bisogna osservare le manovre politiche in corso a Tirana.

Quando il governo albanese ha dichiarato con orgoglio il Vjosa Parco Nazionale, ha lasciato intenzionalmente una grande lacuna: lo status di protezione riguarda solo il corso del fiume, lasciando il delta e le lagune costiere vulnerabili agli interessi commerciali.

Poi è arrivato il colpo legislativo finale: la Legge 21/2024.

Approvata rapidamente in parlamento, questa controversa modifica ha di fatto indebolito le tutele ambientali, consentendo la costruzione di infrastrutture turistiche su larga scala e “resort a cinque stelle” all’interno delle aree protette.

Il Ministero dell’Ambiente si nasconde ora dietro queste tecnicalità legali.

Mentre attivisti di EuroNatur e del partner locale PPNEA protestano tra la polvere dei bulldozer, le autorità minimizzano i danni.

Il ministro Ervin Jaupaj ha difeso le violazioni sostenendo che Pishë Poro-Nartë è solo una “Categoria V di area protetta”, definendola addirittura “la categoria più bassa”, aprendo così la strada agli investitori.

La realtà nascosta? Il Consiglio Territoriale Nazionale ha approvato il 29 aprile un permesso per un mega-resort denominato “Zvërnec Peninsula”.

Sotto il controllo della società Zvërnec South Adriatic Development, il progetto prevede hotel fino a otto piani e un porto privato che altererebbe completamente la costa.

"Nessuna trasparenza, nessuna voce pubblica"

La caratteristica principale di questo intervento ambientale è il totale segreto.

Secondo EuroNatur, l’operazione è segnata da mancanza di trasparenza, assenza di valutazioni ambientali adeguate e un deliberato tentativo di silenziare il pubblico.

Sul terreno, la situazione appare più come un’operazione di tipo corporativo che un progetto pubblico.

Escavatori e camion operano senza loghi identificativi, mentre i lavoratori sono tenuti al silenzio e non possono parlare con i media.

“Stiamo assistendo alla scomparsa degli ecosistemi forestali naturali e alla loro sostituzione con infrastrutture urbane”, avverte Annette Spangenberg di EuroNatur. “Il progetto porta verso la creazione di una ‘nuova città’ dentro l’area protetta… la situazione è critica.”

Il Delta del Vjosa è un importante hub di biodiversità, rifugio per oltre 70 specie a rischio e punto fondamentale per circa 200 specie di uccelli migratori lungo la rotta adriatica.

Se il cemento continuerà a espandersi, questa area naturale diventerà un paesaggio artificiale dominato da strutture turistiche.

Le ambizioni europee dell’Albania a rischio

Le implicazioni politiche vanno ben oltre i confini nazionali.

L’Albania è attualmente in fase di avvicinamento all’Unione Europea.

Tuttavia, questa distruzione ambientale contrasta direttamente con le direttive europee sulla natura e con i criteri di adesione, in particolare il Capitolo 27 sulla protezione ambientale.

Il Comitato della Convenzione di Berna ha ripetutamente chiesto di fermare progetti simili, incluso l’aeroporto internazionale di Valona nella stessa area umida.

Tirana ha ignorato tutti gli avvertimenti.

Permettendo la distruzione delle foreste costiere del Vjosa-Narta, la politica albanese invia un messaggio chiaro: il profitto immediato del turismo di lusso vale più della legge internazionale e del futuro europeo del Paese.

EuroNatur e PPNEA lanciano un appello urgente alla comunità internazionale.

Se Bruxelles non reagirà, uno degli ultimi paradisi naturali d’Europa rischia di essere sacrificato.

Il momento di fermare tutto è adesso, prima che il cemento diventi definitivo.

Questo video mostra la panoramica della campagna EuroNatur, con le immagini dei macchinari pesanti che violano la costa protetta.

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