L'imprenditore kosovaro Behgjet Pacolli ha reagito alle notizie secondo cui il Ministero delle Infrastrutture e dell'Energia dell'Albania avrebbe avviato la procedura per la risoluzione del contratto di concessione dell'Aeroporto Internazionale di Valona.
L'imprenditore ha dichiarato che, qualora la revoca della concessione venisse confermata, la società intraprenderà un ricorso davanti all'arbitrato commerciale internazionale. A suo dire, una simile decisione potrebbe avere conseguenze economiche rilevanti per lo Stato albanese e, di conseguenza, per i contribuenti.
Pacolli sostiene che MABCO abbia investito oltre 320 milioni di euro nel progetto, senza considerare il mancato profitto e le future spese legali, aggiungendo che la società aveva ormai completato quasi tutti gli obblighi contrattuali e si trovava nelle fasi finali del processo di certificazione dell'aeroporto.
Nel suo comunicato, l'imprenditore afferma inoltre che, dopo una decisione della Corte Suprema, il personale della società sarebbe stato impedito ad accedere al cantiere per diversi mesi, nonostante la presenza della Polizia di Stato. Secondo Pacolli, alcune attrezzature sarebbero state danneggiate, distrutte o sottratte durante questo periodo.
Pacolli definisce la situazione "paradossale", sostenendo che le stesse istituzioni che avrebbero ostacolato il completamento dell'opera starebbero ora utilizzando tali ritardi come motivazione per risolvere il contratto.
L'imprenditore ritiene che tale procedura sia in contrasto con il contratto di concessione, con la decisione della Corte Suprema e con l'Accordo bilaterale per la protezione degli investimenti tra Svizzera e Albania.
Concludendo il suo intervento, Pacolli ha ribadito che, se la procedura sarà confermata, MABCO Constructions SA difenderà i propri diritti attraverso tutti gli strumenti legali disponibili, incluso il ricorso all'arbitrato commerciale internazionale contro la Repubblica d'Albania.
