Albania, il Forum per il Dialogo Politico lancia la petizione dei docenti: "Stop alla violenza contro gli studenti"

 Una petizione promossa da un gruppo di docenti universitari in Albania, nata in risposta agli episodi di violenza segnalati durante le recenti proteste studentesche, ha già raccolto decine di adesioni nell'ambiente accademico.

 
L'iniziativa mira a unire sempre più docenti degli atenei albanesi attorno a una dichiarazione congiunta. L'obiettivo principale è richiedere la tutela degli studenti, il pieno rispetto dei diritti civili dei cittadini e l'assunzione di una responsabilità politica per la delicata situazione che il Paese sta attraversando.

I promotori dell'iniziativa lanciano un appello ai colleghi di tutto il Paese affinché sottoscrivano la lettera aperta e prendano parte attiva alla risposta pubblica della comunità universitaria. Secondo gli organizzatori, il crescente sostegno da parte del corpo docente rappresenta un segnale chiaro di come il mondo accademico si stia inserendo con forza nel dibattito sugli ultimi sviluppi socio-politici.

Richieste di dimissioni e appello alle forze dell'ordine

Nel testo della dichiarazione si chiede esplicitamente la rassegnazione delle dimissioni da parte del Primo Ministro Edi Rama e la contestuale formazione di un governo ad interim (qeveri kujdestare). Secondo i firmatari, una fase di transizione guidata da un esecutivo di garanzia sarebbe fondamentale per assicurare la stabilità istituzionale, riportare la calma e garantire il rispetto della volontà popolare.

I docenti si rivolgono inoltre direttamente alla Polizia di Stato albanese, sollecitando la fine immediata di qualsiasi forma di violenza o repressione nei confronti degli studenti. Contestualmente, la nota invita le rappresentanze diplomatiche straniere presenti nel Paese a vigilare e reagire a difesa dei diritti fondamentali della popolazione, ricordando al tempo stesso ai manifestanti l'importanza di condurre le proteste in modo pacifico, salvaguardando i beni pubblici e privati.

Questa presa di posizione giunge in un momento di forte tensione, in cui le mobilitazioni giovanili hanno innescato un ampio dibattito nella società albanese, riproponendo al centro dell'agenda pubblica i temi della trasparenza, della responsabilità politica e della tutela dei diritti umani. Con le prime 70 firme già raccolte, i promotori puntano a estendere ulteriormente la portata della petizione per coinvolgere in modo capillare tutti gli atenei del Paese.

Fonte: Bold News
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