Mother Jones: Fatmir Mediu cerca appoggi negli Stati Uniti per il caso Gërdec, i rapporti con Ken Paxton e l’area MAGA

Sali Berisha, Ken Paxton e il duca Fatmir Mediu si sono esibiti all'American Airlines Center di Dallas in un evento politico
 Nella foto da sinistra a destra: Sali Berisha, il procuratore generale del Texas Ken Paxton e Fatmir Mediu, presenti a Dallas.
WASHINGTON – Un’inchiesta della rivista americana Mother Jones ricostruisce i rapporti costruiti negli Stati Uniti dall’ex ministro della Difesa albanese Fatmir Mediu e dal leader del Partito Democratico, Sali Berisha, con esponenti di primo piano della destra americana, tra cui il procuratore generale del Texas Ken Paxton.

Secondo l’inchiesta, queste relazioni non sarebbero soltanto parte di un’attività di avvicinamento politico alla destra statunitense, ma verrebbero utilizzate anche nel tentativo di ottenere sostegno e interventi sulle vicende giudiziarie che coinvolgono i due politici in Albania.

Al centro della ricostruzione c’è soprattutto il caso Gërdec, la tragedia del 15 marzo 2008, quando un deposito militare adibito allo smantellamento di munizioni esplose provocando 26 morti, centinaia di feriti e ingenti danni materiali.

Il caso Gërdec e la posizione di Fatmir Mediu

All’epoca dell’esplosione, Fatmir Mediu era ministro della Difesa. Gli investigatori, tra cui una squadra dell’agenzia statunitense ATF, individuarono gravi violazioni delle norme di sicurezza nell’impianto, dove un’impresa privata impiegava lavoratori locali non adeguatamente formati, compresi minorenni, per smantellare munizioni militari.

I familiari delle vittime e gli oppositori politici del governo di allora accusarono Mediu e altri funzionari di aver ignorato le preoccupazioni sulla sicurezza. La procura albanese ha successivamente contestato all’ex ministro l’abuso d’ufficio in relazione alla mancata supervisione dell’impresa incaricata delle operazioni.

Mediu ha sempre negato ogni illecito. La vicenda giudiziaria è rimasta a lungo segnata anche dal dibattito sull’immunità parlamentare e sulla possibilità di procedere penalmente nei suoi confronti.

L’inchiesta di Mother Jones ricorda inoltre che nel 2008, in una lettera al Dipartimento di Stato americano, il presidente di una commissione di vigilanza della Camera dei Rappresentanti citò un’accusa, riportata dal New York Times, secondo cui Mediu avrebbe ricevuto tangenti nell’ambito dello scandalo della società militare americana AEY. L’ex ministro ha respinto anche questa accusa e non è mai stato incriminato penalmente per essa.

Le relazioni con Ken Paxton e i finanziamenti dei donatori albanesi

Secondo la rivista americana, negli ultimi quattro anni Mediu avrebbe sviluppato rapporti particolarmente stretti con Ken Paxton, figura di primo piano dell’area conservatrice statunitense e del movimento MAGA.

Un episodio significativo risale alla visita di Paxton in Albania, durante un viaggio europeo effettuato con la moglie e un importante finanziatore della sua campagna. A Tirana, nel 2022, fu proprio Mediu ad accogliere il procuratore generale del Texas. Secondo quanto riportato dal Texas Observer, il viaggio costò allo Stato del Texas quasi 80.000 dollari.

L’inchiesta riferisce inoltre che nel gennaio 2025 Mediu e l’imprenditore immobiliare albanese Bashkim Ulaj soggiornarono in camere d’albergo a Washington che erano state prenotate dall’ufficio di Paxton in occasione dell’insediamento presidenziale di Donald Trump. L’ufficio del procuratore generale ha dichiarato che le camere, che sarebbero rimaste inutilizzate a causa di una tempesta invernale, furono successivamente rimborsate da chi le aveva utilizzate.

Un altro elemento riguarda i contributi alla campagna elettorale di Paxton. Secondo i dati della Federal Election Commission citati da Mother Jones, quest’anno Ahmet Ulaj avrebbe versato 2.000 dollari, Astrit Ulaj 8.000 dollari, mentre Arbi Ulaj e Arlind Ulaj avrebbero contribuito con 5.000 dollari ciascuno.

Ahmet, Astrit e Bashkim Ulaj sono legati anche ad attività imprenditoriali e mediatiche albanesi. Astrit Ulaj ha dichiarato alla rivista che le donazioni erano contributi personali, effettuati con denaro proprio e senza alcun collegamento con i loro interessi commerciali. Ha inoltre negato l'esistenza di rapporti d'affari con Paxton, Mediu o Berisha.

I 37.000 dollari raccolti durante la visita di Berisha e Mediu

L’inchiesta racconta anche gli eventi organizzati nell’area di Dallas nel settembre 2026, durante la presenza di Berisha e Mediu negli Stati Uniti.

Il 9 settembre, la campagna di Ken Paxton avrebbe registrato 37.000 dollari di donazioni provenienti da sei persone dell’area di Dallas. Alcuni donatori, contattati dalla rivista, hanno dichiarato di essere coinvolti nell’attivismo della comunità albanese-americana.

Tra loro figura Dritan Nokshigi, residente a Mesquite, in Texas, che ha raccontato di aver donato 5.000 dollari per partecipare a una cena con Sali Berisha, tenutasi il 7 settembre. Nokshigi ha riferito che anche Fatmir Mediu era presente e ha spiegato di aver voluto partecipare soprattutto per incontrare il leader dell’opposizione albanese.

Due giorni dopo, Berisha e Mediu hanno preso parte a un altro evento presso la pizzeria di Nokshigi a Mesquite, dove hanno ricevuto le chiavi della città dal sindaco Daniel Alemán.

La campagna di Paxton non ha risposto alle domande dettagliate di Mother Jones sui rapporti con i politici albanesi e con altri esponenti della comunità.

Il lavoro di lobbying per Sali Berisha

L’inchiesta esamina anche le iniziative intraprese per ottenere la revoca delle restrizioni statunitensi nei confronti di Sali Berisha.

Durante l’amministrazione Biden, il Dipartimento di Stato aveva inserito Berisha e alcuni membri della sua famiglia nella lista delle persone non ammesse negli Stati Uniti, motivando la decisione con il coinvolgimento dell’ex premier in episodi di corruzione. Berisha ha respinto le accuse, sostenendo che le vicende giudiziarie che lo riguardano siano politicamente motivate.

Nel 2025 il Partito Democratico albanese ha incaricato la società di lobbying Continental Strategy LLP di lavorare per ottenere la revoca delle restrizioni. Secondo quanto riferito alla rivista da un portavoce della società, il compenso per l’incarico sarebbe stato di 750.000 dollari, finanziati attraverso la fondazione Make Albania Great Again, creata da Nuredin Seci, un imprenditore albanese-americano del New Jersey.

La fondazione non avrebbe presentato documenti pubblici dettagliati sulle proprie fonti di finanziamento. Seci ha dichiarato che l'organizzazione è sostenuta da membri della comunità albanese-americana.

La vicenda avrebbe attirato anche l'attenzione dello SPAK, la Struttura speciale contro la corruzione e la criminalità organizzata in Albania, secondo quanto riportato da Mother Jones. La rivista precisa tuttavia che l'agenzia non ha reso noti i dettagli né lo stato di questa presunta indagine.

I contatti con l'amministrazione Trump e il Dipartimento di Giustizia

Fatmir Mediu avrebbe inoltre costruito rapporti con diversi esponenti repubblicani, tra cui i senatori Ted Cruz e John Cornyn, e i rappresentanti del Texas Pete Sessions, Brandon Gill, Beth Van Duyne e Keith Self.

Nel 2024 Mediu incontrò Chris LaCivita, già co-responsabile della campagna elettorale di Donald Trump, coinvolgendolo successivamente come consulente di Berisha in vista delle elezioni parlamentari albanesi del 2025. Il Partito Democratico avrebbe dichiarato di aver pagato alla società di LaCivita oltre 1,6 milioni di dollari per il suo lavoro.

Ma l'aspetto più delicato dell'inchiesta riguarda i tentativi attribuiti a Mediu di utilizzare i contatti americani per ottenere sostegno rispetto al procedimento giudiziario sul caso Gërdec.

Nel 2025 l'ex ministro avrebbe sostenuto di aver presentato a un tribunale albanese una lettera firmata da sei membri del Congresso americano, nella quale si chiedeva che non fosse perseguito penalmente. La lettera, tuttavia, non è stata resa pubblica.

Nel giugno dello stesso anno Mediu dichiarò di aver incontrato Aaron Reitz, allora dirigente del Dipartimento di Giustizia statunitense, per sollecitare un intervento contro quella che definiva una politicizzazione della giustizia albanese.

Secondo una persona a conoscenza dell'incontro, nel settembre 2025 Mediu avrebbe inoltre chiesto a un funzionario del Dipartimento di Giustizia l'assistenza dell'amministrazione Trump in relazione al procedimento per la tragedia di Gërdec. La richiesta avrebbe riguardato anche l'ufficio del Dipartimento di Giustizia statunitense che fornisce assistenza e formazione alle autorità giudiziarie straniere, compreso lo SPAK.

La fotografia con i vertici del Dipartimento di Giustizia: “Non c'è stato alcun incontro”

Un altro episodio riguarda una fotografia scattata durante la convention repubblicana di Dallas, nella quale Berisha e Mediu appaiono insieme al procuratore generale degli Stati Uniti Todd Blanche e al vice procuratore generale Stanley Woodward.

Berisha aveva descritto l'occasione come un incontro importante per le relazioni tra Albania e Stati Uniti. Il Dipartimento di Giustizia ha però fornito una versione differente a Mother Jones: secondo un portavoce, non si sarebbe svolto alcun incontro ufficiale. Un ospite dell'hotel si sarebbe semplicemente avvicinato a Blanche nella hall chiedendogli una fotografia, richiesta che il procuratore generale avrebbe accettato.

La rivista sottolinea che, al momento, non vi sono indicazioni che Mediu sia riuscito a ottenere l'intervento dell'amministrazione Trump nel procedimento giudiziario a suo carico. Tuttavia, secondo la ricostruzione dell'inchiesta, la sua intensa attività di relazioni con esponenti politici e finanziatori americani sembra riflettere il tentativo di costruire appoggi influenti negli Stati Uniti mentre il caso Gërdec resta aperto in Albania.

Né Fatmir Mediu né un rappresentante del Partito Democratico di Sali Berisha hanno risposto alle domande dettagliate inviate da Mother Jones.

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