Violenza contro i giornalisti in Albania: la condanna del Centro Europeo per la Libertà della Stampa (ECPMF)

 TIRANA – Il Centro Europeo per la Libertà della Stampa e dei Media (ECPMF) ha rilasciato una dura dichiarazione ufficiale per condannare con fermezza l'ondata di violenze, intimidazioni e ostacoli al lavoro dei giornalisti registrata durante le proteste degli ultimi giorni in Albania.


Secondo i dati resi noti dall'Associazione dei Giornalisti dell'Albania (AGSH), tra il 15 e il 18 ottobre sono stati documentati almeno 25 attacchi ai danni degli operatori dell'informazione. L'aspetto più allarmante risiede nel fatto che la maggior parte di questi gravi incidenti e delle aggressioni fisiche vede il coinvolgimento diretto degli agenti della Polizia di Stato albanese.

"I giornalisti non sono un bersaglio"

L'ECPMF ha ribadito con forza che i giornalisti non devono in alcun modo essere considerati o trattati come bersagli dalle forze dell'ordine. La loro presenza sul campo e in prima linea è indispensabile per documentare gli avvenimenti in modo trasparente e garantire al pubblico un'informazione libera e indipendente.

L'appello diretto ai vertici della Polizia di Stato

Attraverso la nota ufficiale, l'organizzazione internazionale ha rivolto un appello diretto al Direttore Generale della Polizia albanese, Skënder Hita, chiedendo di intervenire con la massima urgenza per:

  • Adottare misure immediate per fermare qualsiasi forma di aggressione nei confronti della stampa.
  • Definire protocolli di sicurezza chiari, stabiliti attraverso un dialogo diretto con le organizzazioni dei media.
  • Garantire indagini indipendenti e imparziali su ogni singolo agente di polizia che abbia usato violenza o abusato dei propri poteri ai danni dei cronisti e delle troupe televisive.

L'ECPMF ha concluso il proprio intervento sollecitando le autorità albanesi ad agire senza indugio per tutelare e proteggere la sicurezza di chi lavora quotidianamente per garantire il diritto all'informazione.

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