L'Albania sembra entrare in una nuova fase politica, mentre i rappresentanti internazionali si stanno muovendo per avviare un processo di dialogo che potrebbe portare a un accordo politico tra le parti contrapposte.
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Una delle condizioni in discussione riguarda la maggioranza parlamentare, che potrebbe partecipare al processo qualora accettasse i termini proposti.
Un altro ostacolo riguarda la rappresentanza del movimento di protesta. Gli interlocutori internazionali devono stabilire con chi avviare il dialogo e chi abbia l'autorità di rappresentare i manifestanti e assumersi la responsabilità delle loro richieste.
Il loro coinvolgimento non è uno sviluppo di poco conto. Tutto lascia pensare che siano già avvenuti contatti preliminari con i principali attori politici di entrambi gli schieramenti.
Gli Stati Uniti, attraverso il loro nuovo ambasciatore, Eric Wendt, hanno mantenuto una posizione ferma contro la violenza, chiedendo una soluzione attraverso il dialogo. Anche l'Unione europea e la Germania hanno seguito lo stesso orientamento, sottolineando la necessità di una soluzione politica.
L'Albania sembra quindi essere entrata in una nuova fase, con i rappresentanti internazionali impegnati a definire un percorso che, una volta avviato ufficialmente, potrebbe culminare in un accordo politico.
Secondo le informazioni riportate dalle fonti citate, la troika avrebbe finora escluso Sali Berisha da questo processo. Berisha avrebbe tentato di imporsi nei negoziati, arrivando persino ad attaccare l'ambasciatore americano.
In sintesi, Berisha sembra aver oltrepassato una linea rossa, rischiando di complicare la propria posizione mentre proseguono gli sforzi internazionali per avviare un dialogo politico.