«Non è stato lo Stato, ma la nostra famiglia»: la sorella di Erjon Vishkulli smentisce Rama e lo accusa di propaganda

 
ALBANIA – Un fratello ferito gravemente a un occhio durante una protesta, una famiglia in ansia per il rischio di perdere la vista e una polemica politica che irrompe nel momento più doloroso. La vicenda di Erjon Vishkulli, 28 anni, si arricchisce di un duro scontro tra i suoi familiari e il primo ministro albanese Edi Rama.

 
La sorella del giovane ha contestato pubblicamente la versione del premier, che aveva dichiarato di essersi personalmente attivato per organizzare il trasferimento del ragazzo a Roma con un aereo medico e per garantire la copertura delle spese sanitarie. Secondo la donna, invece, sono stati la famiglia, gli amici e i sostenitori a rendere possibile il viaggio in Italia.

«STOP FAKE NEWS! Lo hanno portato la nostra famiglia, gli amici e le persone che ci hanno sostenuto, NON LO STATO», ha scritto sui social, invitando i media a non diffondere informazioni che, a suo giudizio, rischiano di trasformare la sofferenza del fratello in uno strumento di propaganda politica.

La sorella ha ringraziato tutti coloro che si sono mobilitati per garantire al giovane cure più specialistiche, chiedendo però che l'attenzione resti concentrata sulla sua salute.

«Erjon, ti vogliamo un bene infinito. Torna a casa sano e salvo, sorridente, per ridare gioia al cuore di mamma e papà», è il messaggio con cui ha concluso il suo appello.

Parole che restituiscono il volto umano di una vicenda che va oltre lo scontro politico: quello di una famiglia che attende con angoscia il ritorno a casa di un figlio ferito.

Rama, dopo la presa di posizione dei familiari, ha ribadito che il trasferimento a Roma con un aereo medico e le spese sarebbero stati garantiti dallo Stato. Le due versioni restano quindi contrapposte e la questione della copertura economica richiede riscontri documentali per essere chiarita.

Erjon Vishkulli è rimasto gravemente ferito all'occhio durante la protesta studentesca a Tirana del 24 ottobre, colpito da un proiettile di gomma. La sua famiglia spera ora che le cure specialistiche in Italia possano salvargli la vista.

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