Il premier albanese Edi Rama esclude le dimissioni nonostante le proteste degli ultimi giorni e rilancia l'appello al dialogo. Dopo aver presentato i sei punti del nuovo pacchetto legislativo contro la «violenza e l'anarchia urbana», il capo del governo ha dichiarato di essere disponibile a incontrare chiunque voglia presentargli le proprie richieste, ma ha escluso che le manifestazioni possano costringerlo a lasciare l'incarico.
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Il premier ha inoltre difeso la nuova iniziativa legislativa, sostenendo che non introduce misure incompatibili con le libertà e i diritti dei cittadini.
Nel suo intervento, Rama ha attaccato duramente il leader dell'opposizione Sali Berisha e il Partito Democratico, accusandoli di alimentare la violenza. Ha inoltre collegato le proteste all'azione di gruppi estremisti e a presunte influenze straniere contrarie all'ingresso dell'Albania nell'Unione europea.
Rama ha concluso ribadendo la volontà di proseguire il percorso europeo del Paese: «Non tradirò mai la fiducia di nessun albanese che vuole un'Albania migliore e desidera vedere la bandiera di Ismail Qemali e di Skanderbeg accanto a quelle degli altri Paesi dell'UE».
Le dichiarazioni arrivano in un clima di forte tensione politica, con l'opposizione che chiede un cambio di governo e l'esecutivo che difende le nuove misure contro le violenze durante le manifestazioni.
