Il primo ministro albanese Edi Rama ha una risposta netta alle domande sulla crescente presenza dei gruppi criminali albanesi nel traffico internazionale di cocaina: secondo lui, una mafia albanese organizzata che controlla il mercato mondiale della droga semplicemente non esiste. Le accuse e le ricostruzioni in circolazione sarebbero, nelle sue parole, soltanto «sciocchezze».
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Nel corso del confronto, Callaghan ha richiamato diversi rapporti e informazioni attribuiti alla DEA americana e alla Procura speciale albanese contro la corruzione e la criminalità organizzata (SPAK), citando l'attività di gruppi criminali albanesi nei mercati internazionali, da Londra a Israele, fino ai porti dell'Ecuador, importanti snodi del traffico di cocaina.
«Chi lo dice?», ha replicato inizialmente Rama, chiedendo al giornalista di indicare le fonti delle informazioni.
Di fronte agli ulteriori riferimenti alle indagini e ai rapporti sulle reti criminali, il premier ha respinto l'idea che esista una struttura mafiosa albanese capace di esercitare un controllo sul commercio internazionale della cocaina.
«Ci sono albanesi, così come ci sono americani, spagnoli o italiani, coinvolti in questa catena mondiale. Ma non esiste nulla come una mafia albanese che controlla il mondo della cocaina. Queste cose sono, mi scusi, sciocchezze», ha dichiarato il primo ministro.
Il riferimento di Rama al capo dello SPAK
Quando Callaghan ha insistito, chiedendo su quali elementi si basasse una simile affermazione, Rama ha tirato in ballo direttamente il vertice della Procura speciale albanese.
«Questa non è un'opinione. Le sto dicendo che lo stesso direttore dello SPAK mi ha detto che la mafia albanese non esiste», ha affermato il premier.
Una dichiarazione che chiama direttamente in causa un'istituzione centrale nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione in Albania. Tuttavia, nel corso dell'intervista non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla presunta conversazione tra Rama e il responsabile dello SPAK, né un riferimento a una dichiarazione ufficiale dell'istituzione.
Le domande sui soldi investiti nelle costruzioni in Albania
Il confronto si è poi spostato su un altro tema particolarmente delicato: la provenienza dei capitali che alimentano il boom edilizio albanese.
Callaghan ha richiamato i dati relativi alla differenza tra il valore degli investimenti nelle costruzioni e le fonti di finanziamento ufficialmente individuate nel periodo 2015-2024, sollevando interrogativi sui possibili flussi di denaro di origine illecita nel mercato immobiliare.
Anche su questo punto Rama ha contestato l'impostazione della domanda, soprattutto per quanto riguarda l'attribuzione dei dati allo SPAK. Il primo ministro ha insistito sul fatto che la Procura speciale non avrebbe pubblicato le cifre nei termini presentati dal giornalista.
Le domande di Callaghan hanno così messo al centro due questioni che continuano ad alimentare il dibattito sull'Albania: la presenza delle organizzazioni criminali albanesi nelle reti internazionali del narcotraffico e i sospetti sull'origine di una parte dei capitali investiti nel settore immobiliare.
Da una parte, il giornalista ha richiamato rapporti e informazioni sulle attività criminali e sui flussi finanziari; dall'altra, il capo del governo ha respinto le ricostruzioni sulla presunta esistenza di una mafia albanese con dimensioni e capacità di controllo internazionali.
Resta da distinguere tra l'esistenza di gruppi criminali composti da cittadini albanesi, documentata in diverse indagini internazionali, e l'affermazione più ampia sull'esistenza di un'organizzazione unitaria capace di controllare il mercato mondiale della cocaina. Sono due questioni diverse, che non possono essere liquidate con una semplice negazione.
