Smantellata una rete di traffico di cocaina tra Svizzera e Albania

 Un'importante rete transnazionale di traffico di droga e riciclaggio di denaro con collegamenti tra Svizzera e Albania è stata smantellata dopo mesi di indagini congiunte da parte delle autorità giudiziarie di entrambi i paesi. Il gruppo, gestito presumibilmente da individui di origine balcanica, è sospettato di aver gestito un'ampia rete di distribuzione di cocaina in tutta la Svizzera.

Le autorità hanno scoperto un sofisticato schema di riciclaggio di denaro con sede nella città svizzera di Lucerna. I profitti derivanti dal traffico di droga sarebbero stati convogliati attraverso un sistema informale di trasferimento di denaro, che coinvolgeva un'agenzia di viaggi con filiali a Basilea e in Kosovo.

Secondo il quotidiano svizzero Aargauer Zeitung, sei individui sono stati arrestati in Svizzera dallo scorso settembre. Tra loro c'è il presunto capobanda con sede in Svizzera, identificato con le iniziali E.F., che rimane in detenzione preventiva.

Nel frattempo, durante il fine settimana, l'Ufficio Speciale Anticorruzione e Crimine Organizzato dell'Albania (SPAK) ha annunciato l'arresto di altri due sospetti ritenuti figure chiave dell'organizzazione. Sebbene i loro nomi non siano stati ufficialmente divulgati, i rapporti dei media investigativi hanno identificato uno di loro come P.K., un noto associato di E.F. con una storia di coinvolgimento in reti di contrabbando illecito.

Secondo SPAK, i sospettati—E.F., B.F. e P.K.—gestivano una rete di trasferimento di denaro che trattava grandi somme di contante generate dalle vendite di droga in Svizzera. Il processo prevedeva la consegna dei fondi a operativi fidati in Svizzera, che poi notificavano ai loro omologhi a Tirana l'importo e il destinatario. Il denaro veniva successivamente consegnato in Albania sotto la diretta supervisione della leadership del gruppo.

Gli investigatori stimano che diversi milioni di euro potrebbero essere stati trasferiti con questo metodo.

Alcuni degli individui in custodia—incluso il proprietario dell'agenzia di viaggi e i suoi due figli—hanno presentato formalmente reclami contro gli ordini di detenzione. L'Ufficio del Procuratore Federale Svizzero ha confermato la cooperazione transfrontaliera con le autorità albanesi, ma ha rifiutato di commentare ulteriormente il caso in corso.

SPAK ha confermato che l'indagine è ancora attiva e che ulteriori azioni legali sono attese nelle prossime settimane.

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