Caso di negligenza minorile a Durazzo: la madre rompe il silenzio, nega l’abbandono e attribuisce la colpa alla povertà estrema

 Il recente caso che ha coinvolto tre minori presi in carico dai Servizi Sociali a Durazzo ha avuto un nuovo sviluppo dopo la reazione pubblica della madre, che ha negato le accuse di abbandono offrendo la propria versione dei fatti. Il caso ha acceso un intenso dibattito in tutta l’Albania, sollevando questioni complesse legate alla povertà, alla responsabilità genitoriale e ai limiti dei meccanismi di protezione sociale.

Caso di negligenza minorile a Durazzo: la madre rompe il silenzio, nega l’abbandono e attribuisce la colpa alla povertà estrema
Foto di Blerina B., fonte JOQ
La donna al centro del caso, Blerina B., 33 anni, è stata inizialmente sottoposta a indagine penale per il reato di maltrattamento di minori dopo l’intervento della polizia in un appartamento situato nella zona Plazh di Durazzo. I bambini sono stati trovati soli a seguito delle segnalazioni dei vicini, che affermavano di aver udito pianti continui provenire dall’abitazione.

Come è emerso il caso

Secondo le informazioni ufficiali, alcuni vicini preoccupati hanno allertato le autorità dopo aver notato rumori di sofferenza prolungata provenienti dall’interno dell’appartamento. La Polizia di Durazzo, in collaborazione con l’Ufficio per la Protezione dei Minori e i Servizi Sociali, è intervenuta immediatamente, confermando quello che è stato descritto come un grave caso di negligenza.

I dati preliminari indicavano che i bambini non frequentavano la scuola da quasi un mese, mentre gli investigatori sospettano che negli ultimi tre giorni prima dell’intervento della polizia possano essere rimasti senza cibo. Le condizioni di vita all’interno dell’appartamento sono state descritte come precarie, senza segni di cure o supervisione adeguate.

Come misura precauzionale, i bambini sono stati posti sotto la protezione dello Stato.

Assistenza medica e misure di protezione sociale

Dopo l’intervento, i tre minori sono stati trasportati all’Ospedale Regionale di Durazzo, dove sono stati sottoposti a visite mediche e posti sotto osservazione. Dopo la valutazione delle loro condizioni di salute, sono stati trasferiti in un Centro di Protezione per Minori, dove hanno ricevuto cibo, vestiti, supporto psicologico e assistenza continua.

Le autorità hanno confermato che i bambini sono attualmente al sicuro e che il loro benessere fisico ed emotivo viene attentamente monitorato.

Avvio del procedimento penale

La Polizia di Durazzo ha avviato un procedimento penale nei confronti di Blerina B., deferendo il caso alla Procura di Durazzo per ulteriori azioni legali. Gli investigatori hanno sottolineato che i casi che coinvolgono minori vengono trattati con la massima serietà, soprattutto quando emergono segnali di negligenza prolungata, interruzione scolastica e rischi per la salute.

Tuttavia, il caso è ora entrato in una fase più complessa dopo la risposta pubblica della madre.

La madre nega l’abbandono e cita la povertà estrema

Nella sua dichiarazione, Blerina B. ha negato con fermezza di aver abbandonato i figli, descrivendo la situazione come una tragica conseguenza di gravi difficoltà economiche piuttosto che di una negligenza intenzionale.

Ha spiegato di essere divorziata da cinque anni e di essere l’unica responsabile dei suoi tre figli, di età 5, 10 e 12 anni. Secondo quanto riferito, lavora come barista e lotta ogni giorno per mantenere la famiglia in condizioni finanziarie estremamente limitate.

«Guadagno 400.000 lek al mese e 300.000 vanno per l’affitto», ha dichiarato. «Non posso stare con i miei figli ogni ora del giorno, ma non li ho mai abbandonati né ho smesso di prendermi cura di loro».

Ha ammesso che, a causa degli orari di lavoro e della mancanza di risorse economiche, talvolta lasciava i bambini insieme a casa durante l’orario lavorativo, sottolineando però che ciò non dovrebbe essere interpretato come abbandono.

Accuse contro gli ex suoceri

In una parte controversa della sua dichiarazione, Blerina B. ha accusato l’ex suocera di essere entrata nel suo appartamento senza permesso e di aver influenzato la segnalazione che ha portato all’intervento della polizia. Ha descritto l’intera situazione come una «trappola» che l’ha messa in una grave difficoltà legale.

Secondo le sue affermazioni, conflitti familiari e controversie irrisolte potrebbero aver contribuito all’escalation del caso fino alle autorità.

Problemi di salute e supporto limitato da parte del padre

La madre ha inoltre rivelato che uno dei figli soffre di epilessia, una condizione che richiede cure mediche a lungo termine e assistenza aggiuntiva, aggravando ulteriormente la sua già precaria situazione finanziaria ed emotiva.

Ha aggiunto che il padre dei bambini si trova a sua volta in difficoltà economiche e contribuisce solo in minima parte al loro mantenimento, lasciando a lei quasi l’intero peso della crescita e del sostentamento dei figli.

«Non permetterò che i miei figli finiscano in un orfanotrofio»

In una dichiarazione carica di emozione, Blerina B. ha insistito sul fatto che non permetterà che i suoi figli vengano collocati in strutture istituzionali.

«Sono una madre e proteggerò i miei figli. Non li lascerò in un orfanotrofio», ha affermato.

Le sue parole hanno suscitato reazioni contrastanti nell’opinione pubblica: alcuni hanno espresso empatia per la sua situazione, mentre altri insistono sul fatto che la sicurezza dei bambini debba venire prima di tutto, indipendentemente dalle difficoltà economiche.

Autorità: il caso è ancora in fase di valutazione

Le autorità hanno confermato che il caso rimane sotto attenta revisione e sarà trattato rigorosamente secondo le procedure legali. I Servizi Sociali, gli specialisti della protezione dell’infanzia e i procuratori sono chiamati a valutare non solo la presunta negligenza, ma anche il più ampio contesto sociale ed economico che circonda la famiglia.

Gli esperti sottolineano che, sebbene la povertà non possa mai giustificare il mettere in pericolo i bambini, essa deve essere attentamente considerata nel determinare le responsabilità, le misure di supporto e le soluzioni a lungo termine.

Un dibattito più ampio sulla protezione dei minori in Albania

Questo caso ha riacceso un dibattito nazionale sulla protezione dei minori in Albania, evidenziando la sottile linea che separa la negligenza dalla sopravvivenza in condizioni di estrema povertà. Ha inoltre sollevato interrogativi sull’accesso all’assistenza sociale, ai servizi di assistenza all’infanzia a prezzi accessibili e al sostegno istituzionale per i genitori single.

Mentre l’indagine prosegue, l’attenzione resta concentrata sulla tutela del superiore interesse dei bambini, garantendo al contempo l’accertamento delle responsabilità in modo equo ed equilibrato.

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