Nicola Gratteri a SYRI TV: Il Patto tra 'Ndrangheta e Mafia Albanese e la Nuova Geopolitica del Crimine

 In un'intervista esclusiva rilasciata al canale albanese SYRI TV, il magistrato italiano Nicola Gratteri, attuale Procuratore della Repubblica di Napoli ed ex Procuratore di Catanzaro, ha tracciato un quadro lucido e inquietante sulle dinamiche della criminalità organizzata transnazionale. Sotto scorta da decenni e in prima linea nel contrasto ai clan, Gratteri ha svelato i meccanismi che regolano le nuove mafie, focalizzandosi in particolare sull'ascesa geopolitica della mafia albanese e sulle sue strette relazioni con la 'Ndrangheta calabrese.

1. La vita sotto scorta: trent'anni di rinunce e sacrifici personali

La lotta alle organizzazioni criminali ha imposto a Nicola Gratteri un prezzo personale altissimo. Il magistrato ricorda che le prime pesanti minacce risalgono al 1989, quando i clan spararono alla porta della sua allora fidanzata (divenuta poi sua moglie), lasciando il macabro avvertimento che avrebbe "sposato un morto" ****. L'apice del pericolo è stato toccato circa cinque anni fa, quando diverse fazioni mafiose si riunirono a New York per pianificare un attentato eclatante per eliminarlo; un progetto stragista bloccato all'ultimo momento dalle cosche di Reggio Calabria, timorose di scatenare una reazione mediatica e statale incontrollabile ****.

Questo perenne stato di allerta ha cancellato la sua quotidianità: "Non entro in uno stadio o in un cinema dall'inizio degli anni '90, non frequento ristoranti o teatri", ha spiegato Gratteri, la cui vita si consuma esclusivamente sull'asse casa-ufficio ****. Un isolamento che ha coinvolto anche la famiglia: per proteggere i figli ha evitato qualunque apparizione pubblica con loro (niente passeggiate sul lungomare o recite scolastiche) ****. Oggi i figli, anch'essi condizionati e sottoposti a tutela, vivono nel Nord Italia ****. Una scelta di vita durissima, ammette il Procuratore, ma bilanciata da una profonda motivazione interiore: la gratificazione civile nel riuscire a difendere e liberare le vittime di usura ed estorsione ****.

2. L'evoluzione delle Mafie: dall'errore di Riina ai colletti bianchi

Analizzando la storia recente, Gratteri definisce la strategia stragista adottata da Cosa Nostra negli anni '90 (culminata negli attentati di Capaci e via D'Amelio) come "lo stupido errore di un leader non lungimirante" come Totò Riina ****. Dichiarando apertamente guerra allo Stato, la mafia siciliana ha distrutto il proprio consenso popolare, decretando l'inizio della propria decadenza strutturale ****.

Al contrario, la mafia moderna ha abbandonato le bombe per mimetizzarsi nel tessuto economico sano. Oggi i clan si infiltrano nell'imprenditoria (ristorazione, catene alberghiere, piccole industrie), cercano sistematicamente la complicità di professionisti (medici, ingegneri, avvocati) e tentano di condizionare la politica. I mafiosi, sottolinea il magistrato, non votano per ideologia o appartenenza a destra o sinistra, ma scelgono strategicamente il candidato che offre le maggiori garanzie per i loro interessi economici ****.

Questo processo di globalizzazione non è però privo di passi falsi. Ricordando la strage di Duisburg del 2007, nata dalla faida interna di San Luca, Gratteri evidenzia come la 'Ndrangheta abbia commesso l'errore strategico di esportare una sanguinosa faida in Germania il giorno di Ferragosto (scelta dal forte valore simbolico legato a un precedente omicidio natalizio). Questo errore ha costretto le autorità tedesche ed europee a prendere finalmente coscienza della pericolosità globale dei clan calabresi ****.

3. L'ascesa della Mafia Albanese: la "Joint Venture" logistica con la 'Ndrangheta

Un punto centrale dell'intervista riguarda la mafia albanese. Gratteri ammonisce i media e l'opinione pubblica a non confonderla con la microcriminalità comune o con i reati predatori minori ****. Si tratta, al contrario, dell'organizzazione criminale in più rapida espansione in Europa, con basi logistiche d'acciaio in Olanda e Belgio ****.

"La mafia albanese non è manovalanza di basso livello. Ha una struttura granitica basata su vincoli di sangue e regole ortodosse che la rende e la fa muovere in modo terribilmente simile alla 'Ndrangheta." ****

Questa somiglianza strutturale ha permesso la nascita di una vera e propria joint venture commerciale. Nei paesi dell'America Latina, la 'Ndrangheta conserva il ruolo primario di grande finanziatore e broker internazionale del traffico di cocaina, ma ha subappaltato l'intera gestione logistica del trasporto verso l'Europa proprio ai clan albanesi, capaci di muovere tonnellate di narcotici verso i nodi portuali strategici di Rotterdam e Anversa ,.

Il magistrato solleva inoltre forti perplessità sul boom edilizio e architettonico che sta trasformando la città di Tirana. Definire la proliferazione improvvisa di grattacieli in un'economia storicamente agricola è, per Gratteri, un'evidente "anomalia di mercato" alimentata e giustificata dal riciclaggio di massicci capitali illeciti provenienti dal narcotraffico internazionale ****.

4. Giustizia, riforme in Italia e il nodo del protocollo migranti in Albania

Gratteri non risparmia critiche severe alle recenti riforme del sistema giudiziario italiano. Pur definendo la Premier Giorgia Meloni una persona intelligente, ritiene che la stessa sia circondata da cattivi consiglieri nel comparto della giustizia ****. Secondo il Procuratore, l'attuale impianto legislativo — fortemente influenzato dalle posizioni di Forza Italia all'interno della coalizione — sta rallentando l'acquisizione delle prove e dilatando i tempi dei procedimenti, danneggiando i cittadini e le parti offese anziché velocizzare i processi ****.

Sollecitato sul piano politico dell'accordo Italia-Albania per la gestione dei migranti e la creazione dei centri di permanenza per il rimpatrio (più volte bloccati dai tribunali), il magistrato esprime forte scetticismo operativo. Gratteri giudica l'operazione fallimentare sotto il profilo dei costi e dei benefici: la spesa pubblica sostenuta appare sproporzionata rispetto al numero esiguo di persone effettivamente ospitate, configurando l'iniziativa più come una strategia d'impatto mediatico e di "effetto shock" deterrente che come una soluzione reale e strutturale al problema ****.

Conclusioni: come vincere la lotta alla criminalità organizzata

L'intervista si conclude con un appello accorato e perentorio alle istituzioni di Tirana. Per frenare l'avanzata dei clan ed evitare che l'economia legale venga del tutto catturata dai proventi illeciti, l'Albania deve attuare tre passaggi fondamentali: copiare integralmente l'impianto normativo antimafia italiano, eradicare la piaga della corruzione interna e spingere la magistratura locale a fare squadra nelle reti di cooperazione globale ****.

La ricetta di Nicola Gratteri per sconfiggere le organizzazioni criminali resta una pietra miliare della sua filosofia giuridica e un monito per l'Europa intera: "La lotta alla mafia si può vincere solo modificando le leggi e i codici penali fino a quando delinquere non sarà più conveniente" ****.

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