Il sogno americano si è trasformato in un incubo senza fine per la famiglia Duka. La vicenda dei tre fratelli di origine albanese — Shain, Eljvir e Dritan Duka — rimane uno dei capitoli più controversi e dolorosi della cronaca giudiziaria statunitense post-11 settembre. Condannati all’ergastolo per aver pianificato un attacco contro la base militare di Fort Dix, nel New Jersey, la loro storia continua a sollevare interrogativi profondi sull'integrazione, il radicalismo e la giustizia.
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| Dritan, Eljvir and Shain Duka |
Le Radici della Vicenda: Dalle Montagne Albanesi al New Jersey
Per comprendere il peso di questa storia, bisogna guardare alle origini. Come migliaia di altre famiglie albanesi negli anni '80 e '90, i Duka cercavano rifugio e prosperità lontano dalle difficoltà dei Balcani. Stabilitisi a Cherry Hill, gestivano una piccola impresa di tetti, conducendo una vita apparentemente normale all'interno della comunità locale.
Tuttavia, secondo le indagini dell'FBI e del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ), sotto la superficie di una vita laboriosa stava maturando un'ideologia radicale. La transizione da immigrati dediti al lavoro a sospetti terroristi è il fulcro di un dibattito che divide ancora oggi l'opinione pubblica tra chi vede in loro dei pericolosi criminali e chi, invece, sostiene la tesi dell'istigazione da parte degli informatori federali.
Il Complotto di Fort Dix: Le Accuse
Secondo i documenti ufficiali del Dipartimento di Giustizia, i fratelli Duka, insieme ad altri complici (anch'essi di origine balcanica e giordana), facevano parte di una cellula che intendeva "uccidere quanti più soldati americani possibile". L'accusa si basava su mesi di sorveglianza, durante i quali il gruppo era stato filmato mentre si addestrava con armi semiautomatiche nelle montagne della Pennsylvania, inneggiando alla "jihad".
Le prove chiave presentate in tribunale includevano:
Video di addestramento: Riprese del gruppo che sparava gridando slogan estremisti.
Tentato acquisto di armi: Il tentativo di acquistare fucili d'assalto AK-47 e M-16 da un informatore dell'FBI.
Sopralluoghi: Mappe e video della base militare di Fort Dix raccolti per pianificare l'incursione.
Nel 2008, la giuria ha emesso il verdetto: colpevoli di cospirazione per uccidere personale militare statunitense. Nel 2009, il giudice distrettuale Robert Kugler ha inflitto la pena massima: l'ergastolo.
L'Impatto sulla Comunità Albanese negli USA e in Patria
Per la comunità albanese, storicamente nota per essere una delle più filo-americane al mondo, il caso Duka è stato uno shock culturale e politico. L'Albania e il Kosovo hanno sempre visto gli Stati Uniti come il principale alleato per la libertà e l'indipendenza. Vedere dei "propri figli" accusati di voler colpire l'esercito americano ha creato un senso di vergogna e di smarrimento.
Molti albanesi-americani hanno preso le distanze, sottolineando che le azioni dei fratelli Duka non rappresentano in alcun modo i valori della nazione albanese o della religione musulmana praticata nei Balcani, caratterizzata da una lunga tradizione di tolleranza e laicità.
Controversie e Appelli: Vittime o Carnefici?
Nonostante la gravità delle accuse, il caso dei fratelli Duka è diventato un "cause célèbre" per i sostenitori dei diritti civili. Molti critici sostengono che i fratelli siano stati vittime di "entrapment" (istigazione a delinquere). Gli informatori dell'FBI, secondo la difesa, avrebbero spinto i fratelli verso un piano che non avrebbero mai concepito o eseguito da soli.
"Non hanno mai posseduto mappe della base, non hanno mai fissato una data per l'attacco e le armi che cercavano di comprare sono state suggerite dagli informatori," dichiararono i legali durante i numerosi tentativi di appello.
Tuttavia, la giustizia americana è stata irremovibile. Le corti d'appello hanno ripetutamente confermato le condanne, ribadendo che la volontà di colpire era reale e documentata dalle loro stesse parole registrate segretamente.
La Vita in Carcere e il Destino di una Famiglia
Oggi, Shain, Eljvir e Dritan Duka scontano la loro pena in prigioni di massima sicurezza. La loro famiglia, in particolare i genitori e i figli (all'epoca molto piccoli), continua a lottare per quella che definiscono una "ingiustizia monumentale". La vicenda rimane un monito sui pericoli del radicalismo online e sulla complessità delle operazioni di contro-terrorismo nell'era moderna.
Conclusione: Una Lezione per il Futuro
Il caso dei fratelli Duka serve come un doloroso promemoria di quanto sia fragile il percorso dell'integrazione. Mentre gli Stati Uniti continuano a essere la terra delle opportunità per migliaia di albanesi, storie come questa sottolineano l'importanza della vigilanza comunitaria e del dialogo interculturale per prevenire che l'isolamento sociale si trasformi in ideologia distruttiva.
Per la diaspora albanese, la sfida resta quella di preservare la propria identità e la gratitudine verso le nazioni ospitanti, garantendo che i valori della democrazia e del rispetto reciproco prevalgano su ogni forma di estremismo.
