Continuano a emergere nuovi elementi sull’episodio di sospetta intossicazione alimentare che ha coinvolto 56 studenti dell’Accademia della Sicurezza di Tirana. Mentre le autorità hanno avviato le indagini ufficiali per identificare l’origine dell’incidente, nuove informazioni sollevano interrogativi sul metodo con cui sarebbero stati effettuati i controlli e raccolti i campioni alimentari.
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| Urgjenca tek QSUT, Tirane |
Secondo informazioni emerse durante le verifiche, gli ispettori dell’Autorità Nazionale per l’Alimentazione (AKU), una volta arrivati nella mensa dell’Accademia, non avrebbero trovato alcun residuo del pranzo, il pasto attualmente considerato il principale sospettato per il malore dei cadetti. I campioni sequestrati per le analisi, infatti, risulterebbero provenire dai pasti della cena, elemento che potrebbe compromettere la ricostruzione precisa dell’accaduto.
All’interno dei locali della cucina dell’Accademia, dove il cibo non veniva preparato ma soltanto distribuito, sarebbero stati trovati diversi prodotti già aperti per il consumo, tra cui riso, pasta, fagioli, salame e yogurt. Da questi ambienti sarebbero stati sequestrati circa 86 chilogrammi di alimenti, successivamente inviati per analisi microbiologiche presso l’Istituto per la Sicurezza Alimentare e Veterinaria (ISUV).
L’indagine si è poi spostata presso il Garnigione “Skënderbej”, vicino al Ministero della Difesa, struttura nella quale si sospetta venissero preparati i pasti destinati agli studenti attraverso il servizio catering. Anche in questo sito sarebbero stati sequestrati diversi prodotti alimentari, tra cui formaggio vaccino, yogurt, salame e 1.350 uova, sottoposti a ulteriori controlli di laboratorio.
Secondo fonti vicine all’indagine, i prodotti raccolti verranno analizzati per individuare eventuali batteri pericolosi come Escherichia coli, Salmonella, Enterobacter e Listeria. Tuttavia, gli esperti evidenziano un punto critico: l’assenza dei campioni del pranzo potrebbe rendere più difficile identificare con certezza la causa reale dell’intossicazione.
I sospetti si concentrano proprio sul pasto di mezzogiorno, dopo il quale gli studenti avrebbero iniziato a manifestare i primi sintomi, finendo poi in ospedale nel corso del pomeriggio e della serata. Secondo le informazioni disponibili, il menu del pranzo includeva insalata, patate, sformato di porri, carne, biscotti, banane e pane, ma al momento non risulterebbero campioni ufficialmente acquisiti da questo pasto.
